Puoi contare quanti semi ci sono in una mela, non quante mele ci sono in un seme.

Proverbio

Fa caldo, ma… vi ricordate quei cappotti che si usavano negli anni ’60? Non seguivano alcun  dettame di moda ma ci coprivano negli inverni freddi. Negli anni ’70 arrivarono i poncho a ripararci dagli inverni gelidi a Trieste. Mantelline leggere senza maniche con un cappuccio largo che si appoggiava semplicemente alla testa senza avvolgerla. Io ne avevo uno rosso tipo Cappuccetto Rosso: erano deliziosi e allegri. Quanto alla reale utilità… spalancavano la porta ad ogni spiffero gelato sulla schiena, pancia, gambe, testa.  Bellissimi, ma totalmente lontani dall’obiettivo di tenere al caldo lì dove l’inverno è vero inverno. Vestiari di moda, ma non di sostanza.

Cosa c’entra, direte voi, il poncho con l’alimentazione consapevole, conosciuta anche come Mindful Eating? C’entra, c’entra!

Il benessere corpo-mente è diventato la moda imperante. Tutto è oggetto di slogan, piccoli mantra mentali, miliardi di diete, consigli, suggerimenti di professionisti (pochi), ma anche di specialisti-di-mindful-eating-fai-da-te (tanti). Tanta confusione, un indotto economico straordinario. I guru si moltiplicano. La gente è affamata di informazioni, guide, indicazioni di percorsi. Vorremmo tutti stare bene, essere sani, soprattutto belli, non invecchiare mai, essere felici consumando come criceti. Cosa manca, allora?

Manca la semplicità, la chiarezza, la giusta intenzione, la comprensione, l’intima motivazione a sviluppare il bello e il buono che c’è dentro e fuori di noi.

Alimentarsi consapevolmente non è affare di solo cibo. È uno stile di vita, non è una dieta.

È un ridefinire le nostre relazioni con i confini spaziali, temporali, emotivi e immaginifici del mondo. È un iniziare o ricominciare a vivere nella consapevolezza di noi stessi e di ciò che ci circonda. È trattare il cibo, e la natura che lo produce,  con attenzione e gratitudine, è osservarlo con amore, è sceglierlo con saggezza. È comprendere come le nostre emozioni, la nostra cultura, i nostri ricordi, la nostra comunicazione guidino sovente le nostre scelte, alimentari e non. Alimentarsi consapevolmente significa vivere nel mondo, muoversi insieme al mondo e creare, attraverso le nostre scelte di vita, un mondo migliore per noi stessi e per gli altri.

La nostra sfida di alimentazione consapevole #scelgoquelchemangio ha avuto questo obiettivo: migliore la salute fisica e la salute mentale dei partecipanti attraverso un’attenzione diversa alla nostra alimentazione, e non solo! Devo dire, che, nel nostro piccolo, possiamo decisamente dire di esserci riusciti!!

Una sfida web-based nata in modo organico, vale a dire senza pubblicità, guidata solo da una visione e accompagnata dalla fiducia di tanti è riuscita a catalizzare emozioni, intenzioni e motivazioni. È riuscita a creare cambiamento.

Ecco cosa hanno detto alcuni dei nostri partecipanti:

È stato bellissimo imparare cose che pensavo già di sapere, ma che ho “visto” per la prima volta con occhi nuovi! Il miracolo è che anche mio marito ha cambiato alcune abitudini e questo, per chi conosce mio marito, è davvero straordinario!

Adele

Sono sempre di corsa e sempre tanto in ansia. Adesso sto imparando ad osservarmi e quante cose nuove vedo ogni giorno! Sto usando meglio il tempo, mangio meglio e mi muovo di più. Continuo con il mio diario alimentare. Per me, un successone.  Davvero grazie per questo bellissima esperienza.

Maria L.

Brava Kira, ancora una volta grazie! La sfida mi ha colpito per la capacità di farmi interagire con la tecnologia, che non è poca cosa, per me… tante informazioni utili, mi è piaciuto il fatto di poter ascoltare, vedere o leggere. Anche il Forum/Il Portico mi è piaciuto moltissimo. Non ho partecipato spesso perché sono un po’ timida, ma seguendolo mi sono sentita a casa, e questo mi ha aiutata molto nel cambiamento.

Francesca S.

Commentiamo ora insieme i risultati più interessanti della sfida di alimentazione consapevole #scelgoquelchemangio.

Hanno partecipato 350 coraggiosi!! Un risultato eccezionale considerato il fatto che questa sfida è nata e cresciuta in un solo mese, senza alcuna pubblicità, sviluppandosi solo in modo organico. A testimonianza del fatto che una visione, quando è condivisa, trova forza in se stessa. Anche il tasso di risposta ai questionari è stato del 75% (ottimo, direi)!

Come vedete dal grafico, la partecipazione maggiore si è avuta tra le donne nella fascia di età che va dai 36-55 anni di età. Questo era un risultato prevedibile, che corrobora i dati generali della ricerca scientifica in ambito alimentare.  Trovo interessante, tuttavia, che vi sia stata anche la partecipazione di un 20.3% di persone giovani (dai 35 in giù), di un 12.5% persone intorno alla sessantina e del 18% di persone oltre i 65. Il che significa che il bisogno di vivere consapevolmente e in salute la nostra vita è sentito praticamente da tutti. Il grafico mostra chiaramente la distribuzione tra tutte le fasce di età.

Dove mangiamo?

Wow! Il 34.6% mangia al ristorante. Per me che, nella mia generazione ho varcato la soglia del mio primo ristorante a 15 anni, questo dato mi ha colpita! Una percentuale simile (31.5%) porta invece il cibo da casa. Direi un’ottima occasione per mangiare con consapevolezza, sempre che questa benedetta consapevolezza la si riesca a portare attraverso la giornata, scegliendo e cucinando alimenti buoni per palato e salute, senza limitarsi a una gamella di pasta al ragù!

Mi hanno colpita particolarmente le tre principali risposte alla domanda:

Cosa influenza maggiormente le tue abitudini alimentari?

TEMPO

Il fattore chiave di maggior influenza sulle abitudini alimentari dei nostri partecipanti alla sfida è il TEMPO (50.4%). Interessante, vero? Sinceramente, anche per me il tempo ha un suo valore nella relazione con il cibo. C’è un’organizzazione del tempo, ma anche un valore  che noi diamo al tempo e questo valore è direttamente collegato all’importanza che diamo a noi stessi. Il tempo è fluido e contemporaneamente strutturato, quantificabile, utilizzabile, parcellizzabile, oppure dissipabile.

Nutrirsi è un processo di filiera. Dal seme al frutto, alla nostra tavola, il percorso è lungo e complesso. È un viaggio che non facciamo mai da soli. Il tempo è quindi una chiave di lettura dei nostri stili di vita e, in ultima analisi, della nostra felicità? Ne parleremo ancora, sicuramente!

STRESS/ANSIA

44.1% dei partecipanti alla sfida ha definito le emozioni negative come fattore importante delle proprie scelte alimentari. La nuova ricerca in ambito alimentare ha concentrato l’attenzione sulla relazione tra dipendenze alimentari e dipendenze da sostanze, legate ai centri della ricompensa nel nostro cervello. Lo stress rappresenta una forma di rinforzo negativo che, associato al cortisolo prodotto in condizioni di stress,  rinforza i meccanismi di dipendenza.

Esistono prove sempre più evidenti che legano i cibi più appetibili per l’uomo a un rinforzo comportamentale, che attiva il sistema della ricompensa con il rilascio di oppioidi, dopamina e endocannabinoidi, un sistema identico a quello attivato dalla dipendenza da sostanze. Anche di questo ne parleremo ancora, è un argomento davvero super interessante e utilissimo per vivere bene!

AMBIENTE E CULTURA

37.8% dei partecipanti ha sottolineato l’importanza dell’ambiente e della cultura in cui si cresce e si vive come fattore di influenza sulle proprie abitudini alimentari.

L’ambiente in cui si cresce e si sviluppano i propri modelli comportamentali ha una rilevanza notevole, suffragata anche dalla ricerca. Uno studio longitudinale del 1996 aveva già dimostrato come, ad esempio, una genitorialità conflittuale possa essere responsabile della trasmissione intergenerazionale di disturbi alimentari.

Anche l’obesità infantile si è vista correlare con le abitudini famigliari e la presenza di comportamenti alimentari disfunzionali in famiglia, soprattutto con il genere femminile.

SOLITUDINE

16.5% dei nostri partecipanti ritiene che la solitudine abbia un ruolo importante nelle proprie scelte alimentari e anche questo è un dato che la letteratura scientifica ha iniziato a riconoscere. È necessario sviluppare consapevolezza sul potere della connessione e della condivisione, e non solo in ambito di cibo.

Siamo animali sociali e per vivere felici abbiamo bisogno di relazioni. Questo è il nostro vero nutrimento e questa la giusta motivazione alla base di molte delle nostre scelte riguardanti la nostra salute.

Conclusioni e nuovi progetti!

La sfida di alimentazione consapevole  #scelgoquelchemangio ci ha ricordato che questo momento storico, nei suoi aspetti culturali, sociali ed economici, porta dentro di sé una grandissima voglia di cambiamento.

Ogni cambiamento è fatica, rivoluzione, attesa, fallimento e ripresa. Comprendere le nostre scelte significa capire il significato anche dei risultati che otteniamo. Comprendere la nostra mente significa poter agire sul nostro corpo, rendendocelo amico, non nemico.

In questi giorni stiamo lavorando su un corso on-line innovativo sull’Alimentazione Consapevole e il Cambiamento. Sarà un corso multimediale che potrà aiutare tutti, davvero tutti, a creare felicità, salute e benessere condivisi. Sarà utile ed  efficace come un cappotto, divertente e colorato come un poncho!… Per vivere la nostra vita in modo armonioso, semplice e sano. Ne parleremo presto… rimanete sintonizzati!

Per adesso godiamoci il sole, il caldo e l’estate!

Un caro abbraccio.

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