La gentilezza con il nemico: 3 ragioni per coltivare pensieri gentili
Una bambina, simbolo della gentilezza, appoggiata ad un leone, simbolo del nemico

La gentilezza con il nemico: 3 ragioni per coltivare pensieri gentili

La gentilezza verso il proprio nemico sembra un’affermazione anti biologica, vero? Se siamo nati per far sopravvivere il nostro patrimonio genetico, perché mai dovremmo essere gentili con le persone che ci hanno o ci fanno fatto del male?

La gentilezza con il nemico: 3 ragioni per coltivare pensieri gentili. Sembra un’affermazione anti biologica, vero? Se siamo nati per far sopravvivere il nostro patrimonio genetico, perché mai dovremmo essere gentili con le persone che ci hanno o ci fanno fatto del male?

La psicologia positiva e la psicologia a indirizzo buddista ci insegnano delle lezioni che possiamo applicare per essere più felici:

  • Lezione numero 1
    Il nemico è un maestro insuperabile per chi ha difficolta a gestire le emozioni negative, in particolare la rabbia. Se vogliamo superare i nostri impulsi negativi che ci fanno soffrire e ci rovinano a volte la vita, chi meglio di un nemico può aiutarci a farlo?
  • Lezione numero 2
    Avere un nemico è impagabile per addestrarci a una sana competizione.
  • Lezione numero 3
    Il nemico può avere ragione… La persona che non vi vuole bene, anzi, vi detesta allegramente, spesso vi fa da specchio. Ognuno ha qualcosa da insegnarci e in ognuno di noi esistono parti in luce e parti in ombra. Si tratta di cogliere, tra la spazzatura il diamante.

Nel nostro esercizio quotidiano di consapevolezza, proviamo a inviare un pensiero gentile non solo a noi stessi e alle persone che amiamo, ma anche a chi non amiamo. È un esercizio che richiede tempo, attenzione, delicatezza e cura. Ne parleremo ancora.

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