La pace si fa camminando

E’ proprio vero: la pace si fa camminando insieme. Quando vivevo negli Stati Uniti, c’era un tacito accordo nella clinica in cui lavoravo: se nasceva un conflitto sul posto di lavoro, si usciva dalla porta secondaria e si faceva una passeggiata nel bosco che costeggiava il fiume. Camminando fianco a fianco, ritmicamente,  respirando i profumi della natura, perdendosi nel verde, i passi lentamente si sincronizzavano con quelli del proprio collega. Lo stesso succedeva ai pensieri. Il movimento in avanti del proprio corpo corrispondeva a quello dei pensieri che da fissi e oppositivi, tornavano a trovare spazio ed equilibrio. Era, insomma, una ricerca autonoma di coerenza!

Cosa intendiamo per coerenza?

Quando parliamo di coerenza, indichiamo il livello di ordine, armonia e stabilità in varie attività ritmiche che riflette la regolazione di reti biologiche, sociali e ambientali interconnesse tra loro.

La ricerca nel campo dell’antropologia evoluzionistica indica che una spinta importante all’evoluzione della specie viene dalle nostre capacità di interazione sociale e di  cooperazione, caratteristiche che sono alla base dell’intelligenza emotiva.

Quando in un gruppo o in una società esiste coerenza sociale, esistono  sostegno, connessione e funzionamento. Dal lato opposto, l’incoerenza sociale determina solitudine, disorganizzazione, instabilità e vulnerabilità.

Camminare insieme e camminare vicini l’uno all’altro, piuttosto che ritrovarsi dietro a un tavolo o una scrivania,  uno di fronte all’altro,  aiuta ad affrontare il mondo da un’ottica comune  e permette ai nostri cervelli di funzionare in modo cooperativo, invece che oppositivo.

Quando si cammina insieme, si tende a sincronizzare i propri movimenti, a renderli fluidi, ad allungare o ad accorciare il passo regolandolo al ritmo del proprio compagno di passeggiata, così come fanno i cani che vedete senza guinzaglio camminare con i loro padroni. Insomma, ci si muove in avanti, verso un punto, una meta e questo trasmette al nostro cervello un segnale di movimento che aiuta a sgretolare i pensieri ottusi e fissi e ad evitare il fenomeno di ruminazione così familiare a certe persone (ad esempio… a tutti noi!).

Camminare aiuta il pensiero divergente, quel tipo di pensiero creativo che porta alla soluzione di problemi attraverso un numero di soluzioni e idee creative. Io, ad esempio, quando penso a un nuovo progetto cammino moltissimo, anche in casa, e questo aiuta la mia concentrazione e mi aiuta a trovare idee creative. Provare per crederci!

Suggerimenti per iniziare una problem-solving walk (camminata risolvi-problemi)

  • Non aspettare che sia l’altro a chiedertelo. Proponi di fare una passeggiata insieme, magari per andare a prendere un caffè insieme. Se l’altra persona è d’accordo considera questa una prima vittoria per la relazione. Avete deciso infatti entrambi di fare qualcosa al di fuori del conflitto in corso. Una decisione congiunta rinforza la percezione soggettiva di essere ancora una squadra!
  • Scegli un percorso possibilmente all’esterno: può essere un piccolo parco, un percorso pedonale, o una zona tranquilla della città. Essere immersi nella natura aiuta, ma in assenza di verde anche una camminata tranquilla lontana dal traffico e con la possibilità di camminare fianco a fianco può dare buoni risultati.
  • Scegli un posto in cui camminare insieme. Se possibile, scegli un giardino pubblico, un piccolo parco o una zona pedonale vicina. Ricorda che l’obiettivo è di sincronizzare i vostri passi e questo è impossibile da farsi sugli stretti marciapiedi di città.
  • Sincronizza i passi: scegli e mantieni un’andatura che permetta la conversazione e adattala a quella del tuo interlocutore.
  • Ricorda: non occorre necessariamente parlare. I benefici della camminata vengono anche dalla sincronizzazione dei propri movimenti e dalla condivisione dell’esperienza sensoriale fatta.

Provate e fatemi sapere i risultati!

Buona vita.

Kira

Bibliografia
Webb, C. E., Rossignac-Milon, M., & Higgins, E. T. (2017). Stepping forward together: Could walking facilitate interpersonal conflict resolution? American Psychologist, 72(4), 374-385. doi:10.1037/a0040431

 

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