Ho iniziato a meditare all’età di 15 anni. Erano gli anni ’70, la società stava cambiando: l’ondata travolgente del femminismo e dei nuovi assetti politici, sociali, la consapevolezza di dovere e poter trovare modi di vivere più in sintonia con la natura e con se stessi mi fecero incontrare, un giorno, un piccolo libro. Non ne ricordo il titolo, mi pare avesse una copertina di cartone leggero azzurrino. Parlava di yoga, di respirazione e di meditazione. Fu l’inizio di un lungo viaggio.

Trascorsi gli anni del liceo a praticare esercizi sempre più complicati sul tappeto blu elettrico della mia camera da letto. Avevo l’incoscienza dell’adolescenza. Lavorare senza istruttore non è mai consigliabile, ma io lo feci. Ogni giorno praticavo i miei esercizi di respirazione e passavo poi un’ora a meditare, gli occhi chiusi e i sensi attenti.

Vedevo la mia mente fuggire ovunque, in alcuni momenti il ritmo dei pensieri era così affrettato che mi pareva di non riuscire a coglierlo. Poi, l’esperienza iniziò a farsi più chiara, in alcuni momenti davvero fantastica, gioiosa, rilassante. Con l’università lascia la mia città e molto del mio vecchio mondo, inclusa la pratica dello yoga. L’avrei ripresa più tardi, in un magico incontro tra mindfulness, corpo-mente e… cervello. La vita è così, fa lunghi giri per riportarci al centro.

Quando l’uomo ha iniziato a meditare?

Il termine meditazione deriva da due parole latine meditari (pensare, esercitare la mente) e mederi (guarire). In Sanscrito, invece, la parola ‘meditare’ ha il significato di ‘saggezza’.

Per poter meglio comprendere la meditazione e imparare a meditare è importante conoscere le origine del lungo cammino fatto dall’Oriente verso l’Occidente.

La storia

La meditazione come disciplina filosofica e religiosa sembra abbia avuto origine circa 10.000 -15.000 anni fa nella regione oggi occupata da India e Pakistan; velocemente, le diverse pratiche meditative si diffusero in altri paesi asiatici come la Cina, il Giappone e lo Sri Lanka.

I primi testi all’interno dei quali si parla espressamente di tecniche meditative risalgono a 5.000 anni fa; si tratta dei Veda, antichissimi testi sacri indiani espressi sotto forma di miti e simboli. Tutte le grandi civiltà del passato tramandavano discipline meditative spesso correlate alla religione, all’astronomia, all’arte, alla matematica e alla medicina.

Benché la storia della meditazione sembri appartenere al continente asiatico, in realtà il concetto di meditazione è presente in tutte le culture del mondo. Ricerche filologiche e storiche rivelano infatti come la meditazione sia un elemento universale dell’esistenza umana, un lavoro della mente che indaga se stessa e la realtà circostante.

Nel corso dei millenni, infatti, si sono sviluppate innumerevoli forme di meditazione legate al buddismo, allo zen, all’islam, all’ebraismo e al cristianesimo. In ambito cristiano, la teologia della spiritualità definisce la meditazione come una forma di contemplazione acquisita all’interno della quale si succedono atti ben distinti riguardanti l’intelligenza, la volontà e l’affettività dell’individuo.

Negli ultimi trent’ anni, grazie all’attenzione della ricerca occidentale e della scienza medica, la meditazione si è distaccata dall’ambito meramente filosofico e religioso, acquisendo autonomia  scientifica e rivelandosi così uno strumento semplice ed efficace per migliorare il benessere fisico e mentale della persona, nell’ottica di quell’unione mente/corpo oramai diffusamente riconosciuta a livello medico e scientifico.

Dal confine ristretto della cultura New Age degli anni ’70, negli ultimi anni la meditazione è entrata così con forza nel nostro quotidiano: in libreria esistono infatti  numerosi manuali dedicati alle tecniche meditative e si medita ormai ovunque: negli ospedali, nelle aziende, in casa, in chiesa. Questo successo, benché sicuramente meritato, ha però creato molta confusione e ha dato vita ad uno spin-off di proposte e metodologie alcune delle quali hanno poco a che fare con l’essenza e il significato della pratica meditativa. Cerchiamo, quindi, di fare un po’ di chiarezza.

Cos’è la meditazione

 Cosa rispondereste se qualcuno vi chiedesse cos’è la meditazione? La domanda, in se stessa, è semplice, ma le risposte che vengono date sono diverse e, spesso, fantasiose: dal ‘non pensare più a nulla’ ad ‘entrare in un’altra dimensione’ le opinioni sono tante e talvolta un po’ confuse.  Io stessa,  che la pratico da diversi anni, posso confermare quanto l’essenza di questa disciplina possa essere, a volte, inafferrabile e indefinibile…

Quello che possiamo dire con sicurezza, tuttavia, è che con il termine meditazione si intende uno stato di chiara consapevolezza e di attenzione osservante; uno stato che si può definire naturale, ma che richiede, per essere ripristinato, un profondo lavoro di autoconsapevolezza interiore ed esteriore.

La meditazione è attenzione consapevole: non importa cosa stai facendo, se tieni gli occhi aperti o chiusi, se sei fermo o in movimento, se pronunci un suono o se tieni lo sguardo fisso su un oggetto, quello che importa è come lo fai, con che grado di attenzione la tua mente si relaziona all’oggetto del tuo meditare.

Se ne deduce, quindi, che durante la meditazione l’attività che si sta eseguendo diventa secondaria, e domina invece la presa di coscienza di ciò che c’è in quel momento, attimo dopo attimo. Attraverso la meditazione si pratica il non-fuggire, permettendo alla nostra mente di rimanere presente qui ed ora, assaporando la perfezione di ogni attimo.

I benefici

specchio acqua con fiore e riflessiQuesto permette di sviluppare una grande chiarezza interiore, e di realizzare un contatto semplice e diretto con la realtà  liberi, finalmente, da tutti quei filtri che utilizziamo inconsapevolmente ogni giorno per fuggire da noi stessi e dal vero.

Meditare, quindi, non significa affatto rifugiarsi nel proprio giardino dell’Eden, bensì essere in grado di entrare in contatto con la parte più vera di noi stessi e del nostro mondo interiore ed esteriore, riuscendo a riconoscerne ogni aspetto e ripristinando lo stato naturale della mente, il suo equilibrio originario. In particolare, è importante sottolineare come il meditare sia un agire in assenza di sforzo, lasciando che la semplice osservazione della propria mente si dipani come un filo di lana colorato, senza ostacoli e senza frizioni, permettendo a ognuno di noi di arrivare ad una conoscenza diretta della propria mente, non intellettuale, ma autentica e sincera.

Nel tempo, attraverso la pratica costante e la disciplina fisica e mentale, scopriremo che quella che ritenevamo inizialmente una tecnica circoscritta in maniera spaziale e temporale all’interno della nostra stanza o di una palestra diventa invece un nuovo modo di essere, di vedere e di vivere la nostra vita quotidiana, consapevolmente, attimo per attimo, in totale assenza di giudizio.

Le basi fisiologiche della meditazione

La meditazione allena il cervello ad elaborare più informazioni contemporaneamente. In medicina, si parla di attention-blink (blink in inglese significa sbattere le palpebre oppure, in senso figurato, non prestare attenzione) per spiegare l’impossibilità di discriminare un evento quando la nostra attenzione è temporaneamente concentrata su qualcos’altro. Uno studio del dr. Richard Davidson, scienziato e ricercatore presso l’università del Wisconsin-Madison (USA) ha scoperto che attraverso un addestramento meditativo intensivo è possibile ricevere due informazioni contemporaneamente poiché il cervello impara, attraverso la meditazione, a utilizzare meno risorse lasciando così più spazio disponibile all’elaborazione di ulteriori informazioni: un ulteriore evidenza della neuro plasticità, ovvero delle capacità di adattamento del nostro cervello.

Da un punto di vista scientifico, il processo meditativo viene definito come uno stato di veglia ipometabolico, utilizzando un termine coniato da Alan Wallace, scienziato ed esperto meditatore. La ricerca compiuta finora sembra suggerire che alcuni tipi di meditazione sono in grado di influenzare il sistema nervoso autonomo (involontario), sistema che regola molti organi e muscoli controllando funzioni come il battito cardiaco, la sudorazione, la respirazione e la digestione. Il sistema nervoso autonomo è costituito da due parti principali: il sistema nervoso simpatico e il sistema nervoso parasimpatico. Vediamo che ruoli svolgono all’interno del nostro organismo:

Il sistema nervoso simpatico aiuta il corpo a prepararsi per l’azione. Quando una persona si trova in una situazione stressante, il sistema produce la cosiddetta risposta ‘combatti o fuggi’ che produce, tra l’altro, un aumento del ritmo respiratorio e del battito cardiaco ed un restringimento dei vasi sanguigni.

Il sistema nervoso parasimpatico, invece, rallenta il ritmo respiratorio ed il battito cardiaco e fa dilatare i vasi sanguigni.

La ricerca ha evidenziato come alcuni tipi di meditazione riducano l’attività del sistema nervoso simpatico e accrescano invece quella del sistema nervoso parasimpatico, portando quindi numerosi benefici a livello di salute fisica e mentale.

Vediamo insieme alcuni benefici che derivano da una costante pratica meditativa:

  • Il ritmo respiratorio rallenta, così come la frequenza del battito cardiaco.
  • Aumenta la produzione di serotonina, un ormone che influenza i nostro benessere emotivo; bassi livelli di serotonina sono infatti associati a disturbi depressivi, ansia, insonnia e cefalee.
  • Produce una diminuzione della pressione arteriosa.
  • La meditazione aiuta a controllare il dolore nelle malattie croniche come cefalee, artrite, fibromialgia, ecc.
  • Riduce i disturbi legati alla sindrome premestruale.
  • Rafforza il sistema immunitario aumentando l’attività delle cellule Natural Killer, cellule del sistema immunitario che svolgono un ruolo importante nel riconoscimento e nella distruzione di cellule tumorali e infette da virus.
  • Riduce ansia e attacchi di panico, facendo diminuire i livelli di lattato nel sangue.
  • Provoca uno stato di rilassamento profondo e migliora tono dell’umore, energia e vitalità.
Bibliografia
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Epstein M., Pensieri senza pensatore, Ubaldini

A breve su questa rubrica:

I 5 elementi fondamentali della meditazione per la salute

dove approfondiremo i vari tipi di meditazione.

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