Marco Minuz: conversazione su Sebastião Salgado. | Kira Stellato
Foto autoritratto di Salgado

Marco Minuz: conversazione su Sebastião Salgado.

Una bellissima chiacchierata con Marco Minuz, Curatore d'Arte, sulla figura di Sebastião Salgado, fotografo di fama mondiale, fotoreporter, umanista.

Io amo la fotografia. Anzi, provo per la fotografia un’attrazione mentale e fisica insieme. Nella fotografia, bella o brutta che sia, c’è l’anima del fotografo. La sua emozione, la sua intelligenza, o stupidità, la sua empatia o il suo narcisismo, la curiosità per il mondo o la mancanza di… il fotografo si mette sempre a nudo anche quando vuole farsi invisibile. E, se è bravo, ma bravo veramente, fa parlare anche i paesaggi, le persone e la natura stessa.

Sebastião Salgado è uno dei fotografi che più mi emozionano, perché guardare le sue foto è un po’ come averlo seduto sulla mia poltroncina bianca nel bel mezzo di una sessione di psicologia. In verità, io credo proprio che Selgado non si siederebbe mai sulla poltrona di uno psicologo. Non riuscirebbe a raccontarle in parole, le sue emozioni, i dolori, le passioni, la vita, la morte, la rabbia e la paura. Le sue foto sono il modo migliore per parlare con lui, per ascoltarlo.

Parliamo oggi di Sebastião Salgado, fotografo brasiliano, economista, fotoreporter e umanista, insieme a Marco Minuz, che di fotografia e di cultura se ne intende. È stato infatti curatore dell’esposizione su Inge Morath a Treviso, Genova, Roma e Milano. Una mostra bellissima e di grande successo (*). Come sempre, ne è uscita una bella chiacchierata di quelle che nutrono cuore e pensieri. Scegliete con cura i vostri amici… Grazie, Marco!

(*) il video è stato girato il 29 giugno 2020. Naturalmente (purtroppo!) è troppo tardi per visitarla ora: ci vedremo alla prossima mostra!

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