Bambini, sviluppo sociale e tappe fondamentali della crescita.

I nostri bambini e il mondo: le tappe fondamentali dello sviluppo sociale

Oh, se sapessi dov’è la strada che torna indietro, la lunga strada per il paese dei bambini.

D. Bonhoeffer

Chiudete gli occhi e tornate per un attimo alla vostra infanzia. Come eravate, voi, da piccoli? Sempre di buonumore o lunatici? Timidi o estroversi? Eravate curiosi e giocherelloni, oppure malinconici e solitari? Ogni bimbo possiede, sin dal momento della nascita, un suo temperamento ed una sua personalità.

Analizziamo i bambini, le loro tappe fondamentali nella crescita e il loro sviluppo sociale.

Alcuni bambini sono tendenzialmente sereni, pazienti e paciocconi, mentre altri si irritano facilmente e tendono a rispondere in modo negativo alle nuove situazioni. Mentre i primi acquisiscono con facilità ritmi regolari di sonno/veglia, pasti, ecc. i secondi hanno generalmente più difficoltà ad adattarsi con serenità alle cadenze regolari della giornata.

Naturalmente, i bambini più ‘facili’ stimolano nelle persone di riferimento intorno a loro sentimenti positivi e vengono spesso accuditi con maggiore affetto rispetto ai loro coetanei ‘difficili’; un genitore stressato o semplicemente poco sereno avrà maggiore difficoltà ad entrare in sintonia con il proprio bambino e a dimostrare affetto e sostegno costanti.

La vita di ogni essere umano è contrassegnata da un continuo sviluppo del senso del sé e delle proprie capacità di relazione con il proprio mondo interiore e con quello esterno; tanto più forti e solide saranno le basi acquisite durante l’infanzia, tanto più facile sarà per l’adulto vivere in equilibrio con se stesso e con gli altri e trasmettere a sua volta questa forza interiore ai più giovani.

Vediamo insieme le tappe fondamentali dello sviluppo sociale ed emotivo  di ogni cucciolo di essere umano caratterizzate da una serie di cambiamenti nel suo modo di relazionarsi con se stesso e con il mondo che lo circonda.

0-12 mesi. In questa prima fase, il bambino dipende completamente dagli adulti. I suoi bisogni sono elementari e la risposta che riceve è fondamentale per creare un senso di fiducia nei confronti delle persone, del mondo e di se stesso. La mancanza di cure e di affetto in questo delicato periodo crea sfiducia e ostacola il futuro benessere di questo essere umano in divenire.

12-24 mesi. Questo secondo periodo della vita del bambino è caratterizzato dall’acquisizione di una maggiore autonomia. Il bambino impara a camminare, parlare, tenersi pulito. L’incoraggiamento da parte delle figure di riferimento è fondamentale per aiutarlo a sviluppare autonomia, autoefficacia ed autocontrollo. Un atteggiamento iperprotettivo o critico da parte dei genitori può minare la fiducia in se stesso e sviluppare sentimenti di inadeguatezza destinati a durare nel tempo.

Intorno ai 9 mesi di età inizia a svilupparsi l’ansia da separazione; l’ora della nanna o, peggio ancora, l’ingresso nell’asilo creano al bambino grande sofferenza che viene espressa attraverso capricci e pianto.

Con il passare del tempo, l’utilizzo di un oggetto di transizione come il pupazzetto preferito, permetterà al piccolo di allontanarsi dal genitore con maggiore serenità.

Durante questo fondamentale periodo di crescita, il mondo appare al bambino come un pianeta sconosciuto da esplorare, a tratti affascinante e talvolta pauroso e frustrante. Le frustrazioni di entrambi bambini e genitori sono infatti costanti; come per ogni nuova abilità, apprendere il controllo delle emozioni negative richiederà tempo e fatica. Spetta a noi adulti insegnare ai più piccoli con pazienza, gentilezza  e coerenza che esistono modi migliori e diversi per raggiungere gli obiettivi desiderati.

2-6 anni. L’età che va dai 2 ai 6 anni è un periodo di continua scoperta e il bambino diventa sempre più abile dal punto di vista motorio e relazionale.

Fino ai 3 anni, il bimbo testa i propri limiti per scoprire cosa succede; questo è un periodo frustrante per entrambi bambini ed adulti. I piccoli spesso esprimono la loro frustrazione attraverso il pianto, poiché non sono ancora in grado di esprimere emozioni a parole; alcuni hanno maggiori difficoltà a controllare i propri impulsi. È  compito degli adulti assicurarsi che il bambino non si stanchi troppo fornendo un tempo di riposo adeguato ed evitando situazioni troppo stressanti.

Con il passar del tempo, cresce la necessità e la capacità di raggiungere un equilibrio tra quello che si vuole e ciò che si può ottenere, tra desiderio, responsabilità e regole. È importante, in questa fase, che i genitori siano coerenti nell’insegnare le regole basilari di disciplina e vivere sociale, continuando però a incoraggiare e sostenere il cucciolo d’uomo. Un’eccessiva rigidità e durezza da parte delle figure di riferimento in questo periodo, creerà nel bambino sensi di colpa e lo priverà della voglia di indipendenza.

Tra i 3 ei 5 anni di età inizia l’età  d’oro della fantasia. Il bambino lascia libero sfogo all’immaginazione nel gioco così da assumere ruoli diversi che gli permettono di esprimere in modo sicuro le proprie emozioni. I rapporti sociali si rafforzano e il bimbo impara a risolvere conflitti tra coetanei ed in famiglia mantenendo elevata la propria autostima.

6-12 anni. Lo sviluppo emotivo e sociale continua nel periodo che va dai 6 ai 12 anni. Questa è una fase molto intensa e delicata nella vita di una persona. I bambini di questa età sono curiosi e desiderosi di apprendere e sono orgogliosi della loro capacità di esercitare autocontrollo ed autodisciplina.

Il feedback che ricevono dagli adulti in questo senso è particolarmente importante, perché accresce il loro senso di responsabilità e la loro voglia di collaborazione. Sarà quindi utile che gli adulti di riferimento alimentino lo svilupparsi di emozioni positive, riconoscendo e apprezzando i comportamenti maturi e l’espressione di empatia e compassione da parte dei bambini.

Questo è anche un periodo fertile per insegnare stili di vita sani e modi efficaci per evitare comportamenti a rischio. Il ruolo dei coetanei diventa sempre più importante, ma la famiglia rimane fondamentale come sostegno e guida. In questa fase la scuola rappresenta l’elemento centrale di socializzazione del bambino.

Se la scuola e la famiglia riescono a trasmettere il piacere della conoscenza, dell’attività intellettuale, dell’apprendimento, del rispetto reciproco e della condivisione, il bambino svilupperà un senso di autostima, una curiosità intellettuale ed una personalità empatica che lo sosterranno per il resto della vita. In caso contrario, si instaureranno fragilità emotive e sociali che renderanno faticoso e doloroso il viaggio verso la crescita e la maturazione.

Bibliografia
Andrea Magnani, Sabrina Salmaso, Come far andare d’accordo i bambini, Edizioni Sì – Studi Interiori, 2009
Silvia Minguzzi, Cosa farò da grande, Edizioni Sì – Sudi Interiori, 2008
Siegel D.J. (2001). La mente relazionale. Milano: Raffaello Cortina

 

Condividi!

Condividi su facebook
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Ti potrebbe interessare anche...

Immagine di un aperitivo

Come praticare il Mindful Drinking?

Mindful Drinking, il bere consapevole. Il nostro cervello è costruito per farci divertire e provare appagamento. Non scambiamo la consapevolezza in un atteggiamento punitivo e restrittivo! Ecco 4 suggerimenti su come praticare il Mindful Drinking. 

Mindfulness e dolore cronico

Il dolore cronico è associato a numerose condizioni e malattie come la sindrome fibromialgica, l’artrite reumatoide, l’esito di traumi, neuropatie …

Perfetto!

Controlla la tua casella di posta.

Ti abbiamo spedito la mail che riceverai a breve.