Psicologia della lode, della critica e del bisogno di lasciare il segno.
Viviamo in un’epoca in cui ogni cosa sembra richiedere un pubblico.
Ogni pensiero, un like.
Ogni gesto, un algoritmo che lo renda “visibile”.
Ogni progetto, un ritorno.
Siamo diventati architetti di imperi personali.
Online, offline, interiori.
Eppure… ci chiediamo mai se è davvero questo ciò di cui abbiamo bisogno?
Forse una capanna basta.
Non una capanna di rinuncia o passività.
Ma uno spazio umano, essenziale, abitabile.
Un luogo dove non tutto deve brillare, ma può respirare.
C’è una sofferenza sottile, che attraversa molte persone che lavorano con l’etica, l’ascolto, la cura.
Una sofferenza invisibile legata alla lode e alla critica.
Quando qualcuno ci apprezza, ci sentiamo finalmente “visti”.
Quando qualcuno ci ignora o ci critica, crolliamo.
Nella psicologia buddhista, questo si chiama attaccamento alla lode e avversione per il biasimo.
Uno dei quattro “Dhamma mondani”.
Non serve essere filosofi buddhisti per riconoscerlo: è esperienza umana universale.
La Dharma therapy, che integra questo approccio nella pratica psicologica, non ci invita a diventare indifferenti,
ma a sviluppare una mente stabile, che non galleggia sulla superficie delle opinioni altrui.
Non è facile.
Ma è una pratica. E come ogni pratica, comincia con una domanda sincera.
💭 Cosa sto cercando davvero quando cerco l’approvazione?
Una sicurezza? Un balsamo per i traumi passati?
Un riflesso positivo per contenere l’insicurezza?
Un modo per non sentirmi invisibile?
Tutte risposte legittime.
Ma anche segnali che qualcosa in noi ha bisogno di riconoscimento e accoglienza prima di tutto da parte nostra.
Meglio un impero o una capanna?
Dipende.
Un impero può essere una gabbia d’oro.
Una capanna può essere un luogo dove la verità respira.
Io scelgo la capanna consapevole.
Il gesto gentile.
La parola che semina.
Il lavoro che non urla, ma resta.
Una piccola pratica per oggi:
- Chiudi gli occhi.
- Porta alla mente un momento in cui sei stato lodato.
- Cosa ti ha dato? Dove lo senti nel corpo?
- Ora porta alla mente una critica che ti ha ferito.
- Che cosa ha toccato in te?
- E poi chiediti:
Quale parte di me sta ancora cercando di essere amata a condizione che piaccia a tutti?
👣 Conclusione:
Lasciare il segno non significa costruire un impero.
A volte basta una traccia gentile. Una mappa. Una capanna.
💬 E tu? Cosa stai cercando di costruire in questo momento della tua vita?
Nelle prossime settimane, Il Filo della Mente esplorerà i luoghi in cui spesso restiamo impigliati, e come uscirne:
- Quando il lavoro ti spegne.
- Quando il corpo non ti risponde più.
- Quando una relazione ti confonde.
- Quando hai paura di morire o di vivere davvero.
Uno alla volta, con delicatezza, forza e il coraggio di guardare dentro.
Vuoi trasformare anche tu un pezzetto di piombo in oro?
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